Paura del “cambiamento”

Il desiderio di cambiare ci accompagna spesso. Probabilmente la mattina ci alziamo e cominciamo a “correre” proprio perché c’è qualcosa di nuovo che desideriamo, a cui aspiriamo. C’è qualcosa che vogliamo migliorare. Questo qualcosa potrebbe essere:

  • l’ambiente in cui agiamo (vorrei un lavoro meglio retribuito)
  • una capacità da apprendere o da affinare (vorrei migliorare il mio inglese)
  • uno stato d’animo (vorrei sentirmi più tranquillo)
  • un’identità (vorrei essere una persona diversa)

I cambiamenti sono importanti perché ci danno la possibilità di crescere, di evolvere anche se a volte fanno paura.

Molto spesso si dice che le abitudini sono noiose, ma è pur vero che ci danno delle certezze. Sappiamo che quando vogliamo incontrare una persona la possiamo contattare e la troveremo lì, al suo posto, proprio dove è di solito. Quando le persone cambiano abitudini, si spostano, si riorganizzano abbiamo paura di non poterle trovare più. Si dice che il cambiamento in atto non cambierà le cose e che tutto resterà com’è adesso, ma a volte non si riescono a mantenere le intenzioni iniziali proprio perché la vita ti impone così.

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Le donne troppo aggressive non fanno carriera.

Non ho dubbi sul fatto che uomini e donne siano diversi sul posto di lavoro. Entrambi hanno pregi diversi ma pur sempre utili per una posizione di comando. Vediamoli in breve:

Uomini

  • maggiore capacità di raggiungere gli obiettivi
  • maggiore attenzione agli aspetti economici
  • bravi nel far lavorare i dipendenti

Donne

  • maggiore creatività
  • capacità di rischiare e senso dell’innovazione
  • senso strategico

A pari merito metterei la stabilità emotiva e la capacità di autocontrollo.

Il problema è che, nonostante i riconosciuti pregi delle donne, le poltrone più importanti continuano ad essere occupate da uomini. Forse perché alcune del gentil sesso sono una grossa delusione?

Le donne con cui ho avuto la possibilità di lavorare sono preparate, agguerrite, hanno capacità organizzative e all’occorrenza sanno essere sapientemente diplomatiche, ma hanno evidenti problemi nel gestire questi “poteri”. Lavoratrici tanto preparate sul piano tecnico quanto impreparate sul piano umano. Donne che preferiscono mettere in primo piano l’ostilità e l’accanimento anziché valorizzare aspetti tipicamente femminili come l’incoraggiamento, l’intuito, la sensibilità. E allora credo che la donna non abbia ancora raggiunto un proprio equilibrio per quel che riguarda il lavoro.

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Il Libro dei Ching

Benché non sia scaramantica, né tanto meno superstiziosa, sono rimasta impressionata dal verdetto del libro dei Ching. Un testo cinese utilizzato da più di 4.500 anni per ottenere un consiglio prima di prendere una decisione.

il “Libro dei Mutamenti” è basato su 64 esagrammi, ciascuno composto da sei linee spezzate o intere.
Attraverso il ripetuto lancio di tre monete il consultante costruisce l’esagramma “profetico” che serve per individuare il responso.

Le spiegazioni , precise e minuziose, rivelano imparzialmente e senza pregiudizi verso quale direzione dobbiamo andare. Prevedono gli ostacoli e i conflitti e suggeriscono il modo per evitarli, insegnano quali sono i comportamenti adeguati alle circostanze e quali dovremmo evitare perché inadeguati e, perciò, dannosi per tutti.

Il libro dei Ching è, in effetti, un libro sulla vita che contiene la descrizione di tutti gli eventi e dei comportamenti dell’essere umano.

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Capi e collaboratori

All’inizio di una carriera è veramente dura. Bisogna avere “pelo sullo stomaco” e faccia di bronzo per ingoiare anche i rospi più amari.

La maggior parte delle persone, oggi, lasciano un’azienda per colpa dei torti subiti dai capi, piuttosto che per un’ insoddisfazione finanziaria. Lo mette in risalto una ricerca di Aidp (Associazione per la direzione del personale).

Secondo l’associazione le principali colpe dei capi sono:

  • Non mantenere le promesse fatte
  • Non riconoscere i meriti quando sono dovuti
  • Non parlare sufficientemente con i collaboratori
  • Parlare male dei colleghi alle loro spalle
  • Invadere la privacy
  • Scaricare sui dipendenti i propri errori

Chi invece resta, nonostante le delusioni, lavora meno, non accetta responsabilità, è spesso depresso, stanco e nervoso.

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Trenitalia: il fenomeno dei “portoghesi”

Trenitalia offre diverse possibilità per l’acquisto di biglietti ferroviari.

  • Presso le biglietterie di stazione
  • Tramite la Biglietteria On-line
  • Utilizzando le biglietterie self-service disponibili nelle stazioni
  • Chiamando la biglietteria telefonica, tramite telefono fisso o mobile, il numero 892021
  • La modalità di vendita “Ticketless“. Questa modalità consente di accedere direttamente al treno, acquistando il biglietto con carta di credito, on-line o via telefono. Il biglietto cartaceo non viene emesso. Potete scegliere se ottenere una ricevuta di pagamento via e-mail o se ritirarla in treno.

A bordo dovrete comunicare verbalmente e in modo corretto alcuni dati della prenotazione (numero del posto e della carrozza e il codice prenotazione PNR), per consentire al personale di bordo di confermare la vostra presenza a bordo.

Conosco molte persone che attraverso questa modalità riescono a viaggiare spendendo la metà.

Probabilmente se i controllori avessero l’accortezza di chiedere e controllare accuratamente il file in formato pdf, che rappresenta la ricevuta del biglietto di viaggio, insieme ad un documento di identità ci sarebbe meno spazio per i “portoghesi” di viaggio!

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Fidarsi è bene o non fidarsi è meglio???

Bisogna ben valutare il fine che ci è dato, e far sì di riportare tutte le nostre opinioni a una certezza evidente; o tutto quanto sarà pieno di insicurezza, di giudizio e di turbamento” – Epicuro.

Ci sono momenti nella vita in cui tutto va male solo perché non ci vogliamo abbastanza bene per riuscire a far andare le cose per il verso giusto…poi ci sono momenti in cui anche se una cosa sembra stia prendendo la strada più dissestata, impervia e pericolosa, tra quelle possibili, tutto si risolve in una grassa risata. Dovremmo forse frequentare uno di quei corsi di auto convincimento? dovremmo forse essere affiancati da uno di quegli esaltatissimi guru che ti inculcano che sei sempre il migliore e che niente può scalfire la tua persona?. Credo che basterebbe essere un po’ più umili e meno pretestuosi e forse le cose prenderebbero la via per noi più piacevole.

L’insicurezza crea problemi al singolo e all’interno di una relazione amorosa. La persona che non gode di buona autostima ha perenne bisogno di sentirsi rassicurata, cerca nel partner un rifugio sicuro, una certezza. Tuttavia questo bisogno di sostegno mina la relazione in quanto la continua richiesta della presenza dell’altro sembra essere infinita. Può accadere che il partner rassicurante, sentendosi sommerso dalle richieste e dalle dosi sempre maggiori di rassicurazioni, inizi a fuggire. Gettando in questo modo la persona insicura in uno sconforto abissale.

E’ così che nella relazione si instaura un circuito perverso di fuga e inseguimento. L’insicuro può diventare pretenzioso e cieco nei confronti dell’altro che viene visto come una banca di affetto intesa come dovuta.

L’unico modo per creare un equilibrio è che entrambi le parti godano di buona autostima e riescano ad auto rassicurarsi diventando autonomi invece che dipendenti affettivi.

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