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	<title>Chiara Torsello &#187; Lavoro</title>
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	<description>L'arte dello scrivere...forse!</description>
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		<title>3000 mail da leggere al rientro in ufficio</title>
		<link>http://www.chiaratorsello.net/blog/2009/01/11/3000-mail-da-leggere-al-rientro-in-ufficio</link>
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		<pubDate>Sun, 11 Jan 2009 14:39:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Le e mail non vengono mai da sole. Preferiscono, forse per quella natura minuta e impalpabile, muoversi in compagnia. Soprattutto ora che le feste sono finite e si torna, con un pizzico di malinconia, in quella postazione che avevamo lasciato &#8230; <a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/2009/01/11/3000-mail-da-leggere-al-rientro-in-ufficio">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le e mail non vengono mai da sole. Preferiscono, forse per quella natura minuta e impalpabile, muoversi in compagnia. Soprattutto ora che le feste sono finite e si torna, con un pizzico di malinconia, in quella postazione che avevamo lasciato prima di natale.<br />
Secondo un&#8217;indagine ciascun dipendente rischia di trovare al proprio rientro tra 450 e 3000 mail. Numeri da capogiro. Se solo si pensa che dedicare un minuto per ciascuna mail, nel peggiore dei casi, vorrebbe dire un pò più di sei giorni di lavoro a tempo pieno.</p>
<p>Comunicazioni ufficiali in arrivo dalla segreteria del direttore generale, pubblicità che promettono insperate meraviglie, biglietti digitali di auguri e, infine, quasi nascosti nel marasma, i messaggi necessari per mettere a punto documenti relativi a progetti importanti.<br /> <img src="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2009/01/e-mail1-286x300.png" alt="e-mail1" title="e-mail1" width="286" height="300" class="alignright size-medium wp-image-161" /><br />
Di fronte a questo &#8220;mare&#8221; ciascuno si organizza come può. Spesso senza adoperare alcun tipo di strategia che, invece, dovrebbe essere condivisa in un&#8217;azienda. Ciascun dipendente cerca di uscire dal dedalo a proprio modo. C&#8217;è chi riempie di filtri il proprio sistema di posta elettronica, riuscendo a passare indenni anche attraverso queste forche caudine digitali. C&#8217;è chi legge tutte le mail con metodo e ostinazione.<br />
Probabilmente bisognerebbe:<br />
- ordinare le mail per mittente, in modo da poter identificare con più facilità gli autori più &#8220;importanti&#8221;<br />
- ordinare tutti i messaggi per oggetto, per distinguere quello che è spam da quello che non lo è<br />
-  ordinare i messaggi per data <br />
Sarà meglio che nelle imprese qualcuno si prenda la briga di aiutare i propri dipendenti a cavarsela anche con queste piccole difficoltà. Altrimenti finirà per crescere la tentazione del nostro collega più scellerato. Quello che risolve il problema con estrema semplicità: seleziona tutte le nuove mail e, dopo aver tirato un sospiro di sollievo, le cancella tutte. </p>
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		<title>Rapporto docenti-allievi. Studenti: &#8220;ma chi me lo fa fare???&#8221;</title>
		<link>http://www.chiaratorsello.net/blog/2008/11/13/insegnanti-stressati-e-studenti-disorientati</link>
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		<pubDate>Thu, 13 Nov 2008 14:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;insegnamento è un mestiere che si basa sulle competenze e sulla preparazione dell&#8217;insegnante, ma che ha il più solido fondamento su di un&#8217;altra capacità, quella di trasmettere e motivare. Lo studente arriva a scuola con tutti i problemi che appartengono &#8230; <a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/2008/11/13/insegnanti-stressati-e-studenti-disorientati">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2008/11/libro.jpeg"><img class="alignright size-medium wp-image-110" title="libro" src="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2008/11/libro-300x296.jpg" alt="" width="300" height="296" /></a>L&#8217;insegnamento è un mestiere che si basa sulle competenze e sulla preparazione dell&#8217;insegnante, ma che ha il più solido fondamento su di un&#8217;altra capacità, quella di trasmettere e motivare.</p>
<p>Lo studente arriva a scuola con tutti i problemi che appartengono all&#8217;età adolescenziale:</p>
<ul>
<li>insicurezza</li>
<li>paura del giudizio</li>
<li>vergogna</li>
<li>bisogno di accettazione</li>
</ul>
<p>Impegnato nella costruzione della propria identità, l&#8217;alunno percepisce con facilità quando e quanto un insegnante è disposto a dargli fiducia e a rispettare le proprie idee. Quello che l&#8217;allievo cerca è un riconoscimento non solo in termini scolastici ma anche nelle proprie caratteristiche personali.</p>
<p>Peccato che molti insegnanti, pur essendo consapevoli di rappresentare un punto di riferimento importante per i propri alunni, danno più peso al ruolo di guida e meno a quello di modello positivo di identificazione.</p>
<p>Sono diverse le occasioni in cui i ragazzi mettono in atto comportamenti di sfida nei confronti dei docenti. Atteggiamento che nasce dal bisogno di imporre ad ogni costo le proprie convinzioni/posizioni, sottraendosi al confronto democratico con altri punti di vista. Riconoscendo questo tipo di comportamento l&#8217;insegnante dovrebbe interrompere la relazione negativa invertendone i meccanismi in positivo.</p>
<p>All&#8217;interno di una classe ogni allievo costituisce un caso particolare. Per il docente il rapporto individuale con il singolo alunno rappresenta un difficile banco di prova delle proprie capacità relazionali.</p>
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		<title>Le donne troppo aggressive non fanno carriera.</title>
		<link>http://www.chiaratorsello.net/blog/2008/10/17/lavoro-le-donne-troppo-aggressive-non-fanno-carriera</link>
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		<pubDate>Fri, 17 Oct 2008 10:44:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[equilibrio]]></category>
		<category><![CDATA[pregi]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho dubbi sul fatto che uomini e donne siano diversi sul posto di lavoro. Entrambi hanno pregi diversi ma pur sempre utili per una posizione di comando. Vediamoli in breve: Uomini maggiore capacità di raggiungere gli obiettivi maggiore attenzione &#8230; <a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/2008/10/17/lavoro-le-donne-troppo-aggressive-non-fanno-carriera">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2008/10/donna.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-81" title="donna" src="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2008/10/donna.jpg" alt="" width="251" height="264" /></a></p>
<p>Non ho dubbi sul fatto che uomini e donne siano diversi sul posto di lavoro. Entrambi hanno pregi diversi ma pur sempre utili per una posizione di comando. Vediamoli in breve:</p>
<p>Uomini</p>
<ul>
<li>maggiore capacità di raggiungere gli obiettivi</li>
<li>maggiore attenzione agli aspetti economici</li>
<li>bravi nel far lavorare i dipendenti</li>
</ul>
<p>Donne</p>
<ul>
<li>maggiore creatività</li>
<li>capacità di rischiare e senso dell&#8217;innovazione</li>
<li>senso strategico</li>
</ul>
<p>A pari merito metterei la stabilità emotiva e la capacità di autocontrollo.</p>
<p>Il problema è che, nonostante i riconosciuti pregi delle donne, le poltrone più importanti continuano ad essere  occupate da uomini. Forse perché alcune del gentil sesso sono una grossa<strong> delusione</strong>?</p>
<p>Le donne con cui ho avuto la possibilità di lavorare sono preparate, agguerrite, hanno capacità organizzative e all&#8217;occorrenza sanno essere sapientemente diplomatiche, ma hanno evidenti problemi nel gestire questi &#8220;poteri&#8221;. Lavoratrici tanto preparate sul piano tecnico quanto impreparate sul piano umano. Donne che preferiscono mettere in primo piano l&#8217;ostilità e l&#8217;accanimento anziché valorizzare aspetti tipicamente femminili come l&#8217;incoraggiamento, l&#8217;intuito, la sensibilità. E allora credo che la donna non abbia ancora raggiunto un proprio <strong>equilibrio </strong>per quel che riguarda il lavoro.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capi e collaboratori</title>
		<link>http://www.chiaratorsello.net/blog/2008/10/08/capi-e-collaboratori</link>
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		<pubDate>Wed, 08 Oct 2008 14:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Aidp]]></category>
		<category><![CDATA[capi]]></category>
		<category><![CDATA[collaboratori]]></category>
		<category><![CDATA[licenziamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;inizio di una carriera è veramente dura. Bisogna avere &#8220;pelo sullo stomaco&#8221; e faccia di bronzo per ingoiare anche i rospi più amari. La maggior parte delle persone, oggi, lasciano un’azienda per colpa dei torti subiti dai capi, piuttosto che &#8230; <a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/2008/10/08/capi-e-collaboratori">Continue reading <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2008/10/grande_capo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-51" title="Il grande capo" src="http://www.chiaratorsello.net/blog/wp-content/uploads/2008/10/grande_capo-210x300.jpg" alt="" width="165" height="236" /></a>All&#8217;inizio di una carriera è veramente dura. Bisogna avere &#8220;pelo sullo stomaco&#8221; e faccia di bronzo per ingoiare anche i rospi più amari.</p>
<p>La maggior parte delle persone, oggi, lasciano un’azienda per colpa dei torti subiti dai capi, piuttosto che per  un&#8217; insoddisfazione finanziaria. Lo mette in risalto una ricerca di <a title="Aidp" href="http://www.aidp.it/" target="_blank">Aidp</a> (Associazione per la direzione del personale).</p>
<p>Secondo l&#8217;associazione le principali colpe dei capi sono:</p>
<ul>
<li>Non mantenere le promesse fatte</li>
<li>Non riconoscere i meriti quando sono dovuti</li>
<li>Non parlare sufficientemente con i collaboratori</li>
<li>Parlare male dei colleghi alle loro spalle</li>
<li>Invadere la privacy</li>
<li>Scaricare sui dipendenti i propri errori</li>
</ul>
<p>Chi invece resta, nonostante le delusioni, lavora meno, non accetta responsabilità, è spesso depresso, stanco e nervoso.</p>
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