02.02.10

Una canzone che rispecchia i miei pensieri

Posted in Uncategorized at 20:17 by Chiara

Un bellissimo spreco di tempo
un’impresa impossibile
l’invenzione di un sogno
una vita in un giorno
una tenda al di là della duna

Un pianeta in un sasso, l’infinito in un passo
il riflesso di un sole sull’onda di un fiume
son tornate le lucciole a Roma
nei parchi del centro l’estate profuma
.


Una mamma, un amante, una figlia un impegno,

una volta una nuvola scura
un magnete sul frigo, un quaderno di appunti
una casa, un aereo che vola.

Una bimba che danza, un cielo, una stanza
una strada, un lavoro,
una scuola

un pensiero che sfugge
una luce che sfiora
una fiamma che incendia l’aurora
.

Un errore perfetto, un diamante, un difetto
uno strappo che non si ricuce
.

Un respiro profondo per non impazzire
una semplice storia d’amore
.

Un pirata, un soldato, un dio da tradire
e l’occasione che non hai mai incontrato.

La tua vera natura, la giustizia del mondo
che punisce chi ha le ali e non vola
.

Coincidenze, destino,
un gigante, un bambino
che gioca con l’arco e le frecce
che colpisce e poi scappa
un tesoro, una mappa,
l’amore che detta ogni legge
per provare a vedere
che c’è laggiù in fondo
dove sembra impossibile stare da soli
a guardarsi negli occhi
a riempire gli specchi
con i nostri riflessi migliori

03.25.09

I grandi premi della vita

Posted in Uncategorized at 18:57 by Chiara

“Alla maggior parte di noi non spettano grandi premi dalla vita,
ma siamo tutti in gara per i piccoli piaceri che la vita offre.
Un’affettuosa pacca sulle spalle.
Un bacio dietro l’orecchio.
Un plenilunio.
Un posto vuoto in un parcheggio.
Un fuoco scoppiettante.
Un magnifico pranzo.
Uno splendido tramonto.
Non cercate di vincere i grandi premi, godetevi le piccole delizie. Ce ne sono tante per tutti.”

02.17.09

Fondazione Rosselli

Posted in Uncategorized at 15:16 by Chiara

 Palazzo Corsini, sede della Fondazione Rosselli, via della Lungara 10, Roma.

Fondazione Rosselli, via della Lungara 10, 00165, Roma.

Un ringraziamento alla Fondazione Rosselli, sede di Roma, per avermi dato la possibilità di consultare “l’Undicesimo rapporto IEM ” sulle trasformazioni dell’industria della comunicazione in Italia. Mi è servito a superare, brillantemente, l’ultimo esame della laurea magistrale.

01.11.09

3000 mail da leggere al rientro in ufficio

Posted in Lavoro, Uncategorized at 16:39 by Chiara

Le e mail non vengono mai da sole. Preferiscono, forse per quella natura minuta e impalpabile, muoversi in compagnia. Soprattutto ora che le feste sono finite e si torna, con un pizzico di malinconia, in quella postazione che avevamo lasciato prima di natale.
Secondo un’indagine ciascun dipendente rischia di trovare al proprio rientro tra 450 e 3000 mail. Numeri da capogiro. Se solo si pensa che dedicare un minuto per ciascuna mail, nel peggiore dei casi, vorrebbe dire un pò più di sei giorni di lavoro a tempo pieno.

Comunicazioni ufficiali in arrivo dalla segreteria del direttore generale, pubblicità che promettono insperate meraviglie, biglietti digitali di auguri e, infine, quasi nascosti nel marasma, i messaggi necessari per mettere a punto documenti relativi a progetti importanti.
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Di fronte a questo “mare” ciascuno si organizza come può. Spesso senza adoperare alcun tipo di strategia che, invece, dovrebbe essere condivisa in un’azienda. Ciascun dipendente cerca di uscire dal dedalo a proprio modo. C’è chi riempie di filtri il proprio sistema di posta elettronica, riuscendo a passare indenni anche attraverso queste forche caudine digitali. C’è chi legge tutte le mail con metodo e ostinazione.
Probabilmente bisognerebbe:
- ordinare le mail per mittente, in modo da poter identificare con più facilità gli autori più “importanti”
- ordinare tutti i messaggi per oggetto, per distinguere quello che è spam da quello che non lo è
- ordinare i messaggi per data
Sarà meglio che nelle imprese qualcuno si prenda la briga di aiutare i propri dipendenti a cavarsela anche con queste piccole difficoltà. Altrimenti finirà per crescere la tentazione del nostro collega più scellerato. Quello che risolve il problema con estrema semplicità: seleziona tutte le nuove mail e, dopo aver tirato un sospiro di sollievo, le cancella tutte.

12.11.08

Ricominciare

Posted in Riflessioni at 13:38 by Chiara

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L’amore può finire, questo è assodato. Infatti l’unico reale punto di non ritorno, in qualunque rapporto, è proprio il non amare. Se si ama si supera tutto e non si buttano via anni di sforzi, di bene dato e ricevuto, di tentativi, di sogni comuni, in pochi giorni. Se non si ama, invece, basta un “soffio di vento a piegare un albero”.

Credit

Stare insieme è la cosa più bella del mondo. Qualcuno in questo momento mi starà avvisando di scendere dal pero e di prendere atto che i rapporti non sono sempre rose e fiori. In effetti una storia prevede anche momenti complicati e difficoltà che bisognerebbe affrontare insieme, per raggiungere l’armonia affettiva che tutti ricerchiamo.
E quando non si ha più voglia di superare quei problemi? Quando senti che la tua felicità non è più la persona che hai accanto?
Per quanto ci sforziamo di fare i moderni disillusi, dobbiamo avere ben chiaro che amore è gioia. Risuona come un inno al cristianesimo ma è così!. Quando non vedi, nella pratica, la bellezza di un rapporto che dovresti vivere con orgoglio, allora devi iniziare a pensare che c’è qualcosa che non va.
Sono convinta che molti arrivano a questo punto e non vanno oltre. In questo modo inizia una fase dolorosa che si spinge per inerzia, ed è un baratro di infelicità che nessuno merita.
Per rimettere in piedi la nostra vita bisognerebbe interrompere una storia. Il prezzo da pagare è alto, se non altro avremo la possibilità di ricominciare, egoisticamente, a vivere.

12.01.08

32 CV per un posto di lavoro

Posted in In Italia at 17:33 by Chiara

Gli studenti italiani sono, in Europa, tra quelli che devono spedire più CV prima di trovare un impiego.

6 mesi e 32 candidature separano uno studente dal primo posto di lavoro, per poi trovarsi tra le mani una delle paghe più basse.

Tanti CV quindi. Tante piccole memorie che riepilogano dati essenziali e titoli di studio. In versione digitale o cartacea. Via e mail o per posta ordinaria.

Sarà pure che i giovani italiani alle volte sbagliano strategia e mandano troppi Cv anche quando non serve?

Il confronto con gli altri colleghi europei è il segno di un mercato delle offerte di lavoro che è troppo spesso opaco. Non sempre è facile sapere quando si libera una posizione in un’impresa e quali sono le aziende che in questo momento stanno assumendo.

Lo scenario per gli italiani diventa ancora più “drammatica” quando si parla di retribuzioni. Gli studenti si aspettano una cifra, 24. 000 euro,  tra le più basse d’Europa, soprattutto se messa a confronto con quelle delle economie di Germania, Regno Unito e Francia.

Bambini già adulti

Posted in Riflessioni at 15:21 by Chiara

Spetta a noi, e a nessun altro, prendersi la responsabilità delle cose. Può sembrare un’affermazione forte, cruda eppure è così.

Essere responsabili vuol dire essere capaci di agire in maniera abile, efficace. Significa scegliere pensieri e azioni per affrontare al meglio una situazione e risolverla, e non vivere in balia degli eventi lasciando che il proprio stato d’animo sia determinato da fattori esterni.

Perché i bambini possano essere educati al rispetto e alla responsabilità devono vivere con adulti che siano in grado di salvaguardare la loro integrità personale.

Molto spesso i conflitti tra figli e adulti si sviluppano in modo distruttivo perchè nessuno vuole prendersi la responsabilità si se stessi. In questi casi lo scambio reciproco di opinioni rappresenta l’unica forma di comunicazione perchè si possa mantenere una relazione con i genitori. E’ un impegno che richiede una sfida quotidiana, ma i genitori devono rendere più autentico il loro modo di essere per per aiutare i propri figli a praticare il loro senso di responsabilità.

Ci sono casi in cui i figli si sentono responsabili del benessere dei genitori. Sono bambini iper responsabili che maturano molto presto. Le circostanze li portano a comportarsi come genitori dei loro genitori. Così, da soli, sono portati a supportare la responsabilità per l’intera famiglia.

Spesso i genitori abusano della affidabilità e della disponibilità dei propri figli, caricando sulle loro spalle le proprie preoccupazioni.

Lasciamo che i bambini facciano i bambini e che crescano responsabilmente senza addossarsi le responsabilità degli adulti!

11.13.08

Rapporto docenti-allievi. Studenti: “ma chi me lo fa fare???”

Posted in Lavoro at 16:27 by Chiara

L’insegnamento è un mestiere che si basa sulle competenze e sulla preparazione dell’insegnante, ma che ha il più solido fondamento su di un’altra capacità, quella di trasmettere e motivare.

Lo studente arriva a scuola con tutti i problemi che appartengono all’età adolescenziale:

  • insicurezza
  • paura del giudizio
  • vergogna
  • bisogno di accettazione

Impegnato nella costruzione della propria identità, l’alunno percepisce con facilità quando e quanto un insegnante è disposto a dargli fiducia e a rispettare le proprie idee. Quello che l’allievo cerca è un riconoscimento non solo in termini scolastici ma anche nelle proprie caratteristiche personali.

Peccato che molti insegnanti, pur essendo consapevoli di rappresentare un punto di riferimento importante per i propri alunni, danno più peso al ruolo di guida e meno a quello di modello positivo di identificazione.

Sono diverse le occasioni in cui i ragazzi mettono in atto comportamenti di sfida nei confronti dei docenti. Atteggiamento che nasce dal bisogno di imporre ad ogni costo le proprie convinzioni/posizioni, sottraendosi al confronto democratico con altri punti di vista. Riconoscendo questo tipo di comportamento l’insegnante dovrebbe interrompere la relazione negativa invertendone i meccanismi in positivo.

All’interno di una classe ogni allievo costituisce un caso particolare. Per il docente il rapporto individuale con il singolo alunno rappresenta un difficile banco di prova delle proprie capacità relazionali.

10.31.08

Lavorare in Italia

Posted in In Italia at 21:31 by Chiara

Ogni giorno i dipendenti delle imprese si trovano a fare i conti con una tensione nervosa che non gli permette di vivere con serenità la propria vita professionale.

Uno dei motivi di questa tensione è dovuto ad una organizzazione delle imprese poco funzionale. Non sempre, infatti, le imprese sono in grado di valutare correttamente i carichi di lavoro dei propri dipendenti. Solo alcuni lavoratori utilizzano i permessi retribuiti spettanti nell’arco dell’anno. La maggior parte non utilizza tutte le ferie a causa dell’eccessiva mole di lavoro che li costringe a non allontanarsi dall’ufficio per periodi troppo lunghi.

Penso che bisognerebbe rendere più flessibile l’attività lavorativa dei propri dipendenti per migliorarne la stessa produttività garantendo:

  • la possibilità di lavorare da casa, come già avviene in altri Paesi
  • premiare, in tempi brevi, i dipendenti per il raggiungimento degli obiettivi piuttosto che per le ore passate davanti ad una scrivania
  • le aziende dovrebbero supportare i dipendenti in modo che possano sentirsi meno sotto pressione e che siano in grado di trovare il giusto equilibrio tra vita aziendale e vita privata

10.28.08

Tre camicie di una taglia sbagliata

Posted in In Italia at 15:41 by Chiara

Quante volte vi sarà capitato di innamorarvi a prima vista di una camicia in vetrina che sembrava avvolgere il manichino in modo sensuale ed eleganete ed invece, una volta indossata, non ha dato lo stesso effetto?

Sabato mattina ho comprato tre camicie confezinate su misura in una fabbrica di Carsoli.

L’assortimento delle stoffe é ampio e il cliente può scegliere tra colli di tutti i tipi a seconda delle proprie preferenze. Le misure vengono prese rapidamente con un metro da sarto e poi sviluppate su una scheda per ottenere la vestibilità dell’indumento. I commercianti sono disponibili e cortesi, nulla da eccepire anche per quel che riguarda i prezzi.

Sembra che la fabbrica di Carsoli abbia tutte le carte in regola per offrire ai clienti prodotti di qualità. Peccato che manchi di organizzazione:

  • le operazioni necessarie alla realizzazione di una camicia avvengono in una stanza piccola ed affollata
  • la gente prende d’assalto i campionari delle possibili stoffe, se ne impossessa e bisogna attendere un bel pò prima di poterli visionare con calma
  • anche l’attesa per farsi prendere le misure diventa snervante proprio perché all’interno della stanzetta si crea una gran ressa

Probabilmente il disordine e la totale disorganizzazione mandano in tilt gli stessi commercianti con il risulatato di consegarmi, a pagamento ormai effettuato, tre camicie di una taglia più grande.

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